Incipit # 2 – Le avventure di Philippa, di Angela Brazil

«Devo partire per forza?»

«Temo proprio che sia necessario, Philippa! Ti ho tenuta qui fin troppo a lungo. Hai dieci anni, ormai, stai diventando grande, e non sai niente di quello che dovresti sapere. C’è qualcosa che non va, lo sento, ma non so come sistemare le cose. Forse è normale, in fondo non si può chiedere a un uomo di crescere una ragazza tutto da solo.» Mio padre mi lanciò uno sguardo così pieno di sconforto che sarebbe risultato comico se allo stesso tempo non mi avesse fatto un po’ pena.

«Veramente conosco tutti e cinque i postulati di Euclide» gli feci notare, «e anche tutti i verbi irregolari del latino.»

Mio padre scosse la testa.

«E andrebbe benissimo, se fossi un maschio e frequentassi una scuola privata, ma non è certo quello che avrebbe voluto tua madre. La musica non sai neanche cosa sia, non capisci una parola di francese, non balli la quadriglia… per non parlare del ricamo: non sai neppure infilare un ago!»  

L’inventario delle mie carenze era così puntuale che non mi venne in mente nemmeno una scusa, e mio padre continuò.

(traduzione di Dafne Calgaro)


“MUST I really go?”

“I’m afraid it has come to that, Philippa! I believe I have kept you here too long already. You’re ten years old now, growing a tall girl, and not learning half the things you ought to. I feel there’s something wrong about you, but I don’t know quite how to set it right. After all, I suppose a man can’t expect to bring up a girl entirely by himself.” My father looked me up and down with a glance of despair which would have been comical if it had not seemed at the same time somewhat pathetic.

“I can do the fifth proposition in Euclid,” I objected, “and the Latin Grammar as far as irregular verbs.”

My father shook his head.

“That might help you a little if you were a boy in a public school, but it’s not all that your mother would have wished. You’ve not been taught a note of music, you can’t speak French or dance a quadrille, and if it came to a question of fine sewing, I’m afraid you’d scarcely know which was the right end of your needle!”

The list of my deficiencies was so dreadfully true that I had no excuse to bring forward, and my father continued.

The Fortunes of Philippa, Angela Brazil


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