La microintervista: 7+1 domande a Elisa Tramontin

Elisa Tramontin è nata tra le Dolomiti, si è laureata a Bologna e, dal 2005, vive a Roma. Traduce principalmente narrativa per diverse case editrici e si occupa di traduzione e sottotitolazione di film e documentari, anche per non udenti, dallo spagnolo e dall’inglese. È la vincitrice del Premio Babel-Laboratorio Formentini 2018 per la traduzione dallo spagnolo di Lascia fare a me di Mario Levrero (La nuova frontiera).

Foto di Matteo Crema

1. Dove lavori? Principalmente a casa, ma cerco il più possibile l’aria aperta

2. Il libro della tua vita: Il primo? La nausea di Sartre

3. La parola che ti fa mettere le mani nei capelli: Il «ma» che introduce qualsiasi tipo di frase anche quando non serve.

4. La frase che avresti voluto tradurre tu: «Il mattino ha l’oro in bocca» di Shining, anche se nell’originale significa l’opposto.

5. Uno strumento di lavoro (informatico o analogico) di cui non puoi fare a meno: I fogli e i fogliettini su cui scrivo compulsivamente tutto quello che devo fare invece di farlo

6. Il tuo guilty pleasure: Pulire le fughe delle piastrelle…

7. Una cosa di cui sei orgogliosa: La mia tenacia

+1 Si parla sempre della solitudine di chi traduce: quanto è importante per te la comunità di colleghe e colleghi? Molto. Anche se ne approfitto sempre troppo poco.


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