Bad Sex Awards

Ti è capitato di sicuro. Stai leggendo un libro, ti piace, ti stai appassionando. Ma a un certo punto l’autore (sì, l’autore: statisticamente è probabile che si tratti di un uomo) ci infila una scena di sesso che ti fa sorgere una serie di interrogativi. Primo: ma questo non ha degli amici, di quelli veri, che se ti criticano sai che lo stanno facendo per il tuo bene? Secondo: l’autore – lo stesso che ti sorride un po’ tronfio dalla quarta di copertina – ha chiari i, ehm, meccanismi? Cioè, lo sa come funziona? L’ultimo, più che un interrogativo, è un pensiero alla povera compagna, o al povero compagno, o a* pover* compagn*.

Forse quella scena l’hai dovuta tradurre. E allora sai che, se esiste un girone dell’inferno per chi traduce, non c’è migliore punizione che la condanna eterna a tradurre scene di sesso scritte male. Tipo quelle premiate da Literary Review che, dal 1993, assegna ogni anno il Bad Sex in Fiction Award.

E siccome vogliamo più bene a te che a noi, ecco le peggiori scene di sesso degli ultimi anni. Siamo Chiara Reali e Dafne Calgaro, curiamo una newsletter sulla traduzione, e questo è il risultato della tortura a cui ci siamo volontariamente sottoposte.

Freud ti giudica.

2018: 50 sfumature di bianco
Glielo infilo duro in fondo scopandola sul lavandino del bagno addosso ancora quel vestitino nero aderente il perizoma sul pavimento i miei pantaloni alle ginocchia gli occhi allacciati, cuori e anime e corpi allacciati.
Vienimi dentro.
Vienimi dentro.
Vienimi dentro.
Accecante ansimando tremante intenso esplosivo bianco Dio le vengo dentro il cazzo pulsa gemiamo entrambi occhi cuori anime corpi uno.
Uno.
Bianco.
Dio.
Vengo.
Vengo.
Vengo.
Chiudo gli occhi, espiro.
Vengo.
(James Frey, Katerina)

2017: il triangolo no, non l’avevo considerato
“Si copre il seno con il costume. Il resto del suo corpo rimane deliziosamente esposto. La pelle delle braccia e delle spalle ha diverse sfumature di abbronzatura, come macchie d’acqua in una vasca da bagno. La sua faccia e la sua vagina si contendono la mia attenzione, così guardo giù, verso il triangolo da biliardo del mio pene e dei testicoli.”
(Christopher Bollen, The Destroyers)

2016: patriottismo
Due anni fa ha vinto Erri De Luca, non possiamo quindi tradurlo ma, se proprio ci tieni, trovi qui la scena che ha messo d’accordo la giuria.

2015: geometrie non euclidee
“A quel punto, Eliza ed Ezra cominciarono a rotolarsi in un’unica valanga ridacchiante di procace copulazione, urlando e gridando mentre si mordevano e si strattonavano per gioco in una pericolosa e tumultuosa vertigine spiraliforme rotante di aggressività sessuale mentre i seni di Eliza si avvitavano sulla bocca gemente di Ezra e il tormento smanioso del suo bulbo eretto alleviava l’eccitazione facendosi strada a forza di colpi in ogni muscolo del corpo di Eliza tranne là dove avrebbe dovuto mirare.”
(Morrissey, List of the Lost)

2014: dal big bang ai buchi neri
“Quando la mano di lui le sfiorò il capezzolo fu come se un interruttore la avesse accesa. Le toccò il ventre e la sua mano la fece bruciare dentro. Ricoprì il suo corpo di carezze indirette e sensazioni agrodolci le inondarono il cervello. Si rese conto che c’erano luoghi in lei che potevano solo essere stati nascosti da un dio burlone.
Alla deriva tra calde correnti, ormai lontana dal mondo, si accorse che lui le stava scivolando dentro. La amò con delicatezza e forza, accarezzandole il collo, rendendo gloria al suo viso con le mani, finché lei non cedette e iniziò a mugolare piano e ritmicamente… L’universo era dentro di lei e con ogni movimento le si dispiegava davanti. Da qualche parte nella notte un razzo solitario esplose.”
(
Ben Okry, The Age of Magic)

2013: l’amore ai tempi di Excel
“Di certo in quell’istante esplodono supernovae, da qualche parte, in qualche galassia. La capanna svanisce, e con essa il mare e la sabbia – solo il corpo di Karun, avvinto al mio, rimane. Sfrecciamo come supereroi al di là dei soli e dei sistemi solari, ci tuffiamo attraverso banchi di quark e nuclei atomici. In ogni parte del mondo, gli statistici festeggiano il raggiungimento della nostra quarta stella.”
(Manil Suri, The City of Devi)

2012: questa è l’acqua
… mai mi stancherò di quella fluidità argentea, il mio sesso che nuota gioioso come un pesce nell’acqua, il mio sé liberato di sé e dell’altro, la vibrazione, la palpitazione rosa e carnale che ti distacca da ogni colore e da ogni carne, che ti fa vedere soltanto stelle, costellazioni, vie lattee, che ti spinge senza corpo e senza anima nello spazio ondeggiante dove i cieli ondeggianti fanno sì che il tuo non-corpo ondeggi…
(Nancy Huston, Infrared, vincitrice dell’edizione 2012)


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